274

Svoltasi senza incidenti la seconda tappa del Net Tour Be:venerdì 29 novembre alle 18, alla Libreria Arion (P.zza Montecitorio 59 Roma), si sono dati convegno una trentina di sediziosi, seriamente intenzionati ad incontrare l'autore della striscia di Clarence.
Il prof.Fabrizio Battistelli, docente di Sociologia alla Sapienza di Roma, ha aperto l'incontro con una discettazione sulle dinamiche dei luoghi della produzione e sulle simbologie dei riti di passaggio rappresentate nel libro di Grassilli; Luca Raffaelli, direttore artistico di Castelli Animati, ha intervistato l'autore sugli aspetti creativi dello sfumettamento on-line e sul mondo reale che sta dietro alla strip. I presenti hanno mantenuto un atteggiamento decoroso, solo al termine dell'incontro qualche intemperante ha preteso dal disegnatore dedica e autografo.
NET TO BE ON AIR: oggi 29 novembre alle 17.00 Marino Sinibaldi ha intervistato in diretta il Grassilli a Farheneit, blasonatissimo programma di Rai Radiotre. O' Marino era incuriosito da questa faccenda del fumetto nato on-line che diventa libro stampato.
Il prof.Fabrizio Battistelli, docente di Sociologia alla Sapienza di Roma, ha aperto l'incontro con una discettazione sulle dinamiche dei luoghi della produzione e sulle simbologie dei riti di passaggio rappresentate nel libro di Grassilli; Luca Raffaelli, direttore artistico di Castelli Animati, ha intervistato l'autore sugli aspetti creativi dello sfumettamento on-line e sul mondo reale che sta dietro alla strip. I presenti hanno mantenuto un atteggiamento decoroso, solo al termine dell'incontro qualche intemperante ha preteso dal disegnatore dedica e autografo.
28.11.02
273

ANNUNCIAZIONET Net Tour BeVenerdì 29 novembre seconda tappa del giro di presentazioni di To Be Or Net To Be: appuntamento alla Libreria Arion di Roma.
NET TO BE ON AIR: domani 29 novembre dopo le 15.00 Net To Be a Radiotre...
Marino Sinibaldi intervista Grassilli a Farheneit, blasonatissimo programma di Rai Radiotre. E magari farà capolino anche Gianluca Neri...
26.11.02
272

ANNUNCIAZIONET Net Tour Be:venerdì 29 novembre appuntamento alla Libreria Arion (P.zza Montecitorio 59), ore 18.00 alla seconda presentazione di "To Be or Net To Be", edizioni Hops Libri.
Se volete leggervi tutta la sequenza "Zamorani vs Help Desk", ripartite dal 21 Novembre.
Vi chiedete che senso hanno quei personaggi seduti sulla panchina alla fine della strip qui sopra? Male. Perche allora dovete andarvi a rivedere ALMENO queste striscie: le numero 19,43,67,94 e 116.
RECENSIONET TO BE: parlano di noi sull'Unita' del 24/11/02.
Esce “To Be or NET To Be” con le striscie del bolognese Roberto Grassilli
Luca Baldazzi
Li chiamavano pionieri della nuova frontiera, giovani leoni di Internet, re Mida della comunicazione. Formidabili quegli anni, verrebbe da dire. Ma non era mica tanto tempo fa. Era il magico 1999-2000 della new economy e dei suoi personaggi: impiegati, tecnici smanettoni del computer, grafici e web creators, guru dei nuovi media. Su su fino ai manager dai nomi lunghissimi, improbabili e rigorosamente in inglese, come Electronic Customer Relationship Developer e via dicendo. Sono loro, i lavoratori della Rete, i protagonisti di un divertente libro di satira a strisce: “To Be or Net to Be”, appena uscito dalla matita del bolognese Roberto Grassilli e presentato in anteprima a Rimini.
Fumettista e illustratore, ex responsabile della grafica di Cuore (che fu il secondo giornale italiano a creare un’edizione online), Grassilli è con Gianluca Neri uno dei fondatori del portale Clarence.com, dove ha trasferito il suo bagaglio di umorismo e “resistenza umana”. E proprio su Clarence è nata “Net to Be”, la strip quotidiana ora raccolta in questo libro, che nelle classiche tre vignette mette alla berlina tic e ordinarie follie di chi lavora negli uffici delle web companies. Un universo di trenta-quarantenni ipertecnologici, eppure così umani. Tutti palmare e webcam digitale, ma pronti a innamorarsi della stagista bionda o a sparlare del vicino di scrivania. Come in ogni buona vecchia azienda old economy che si rispetti.
A leggere le strisce di “Net to Be”, ambientate negli uffici dell’immaginaria società Immanet, viene subito in mente Dilbert, il popolare fumetto dell’americano Scott Adams: lavori kafkiani, impiegati frustrati, manager cervellotici in perenne riunione per non decidere alcunchè. Ma per la sua satira Grassilli ha in mente un altro modello, un precursore: “Mi piace Bristow, l’impiegato coi baffetti delle strisce di Dickens che appariva sulle pagine di Linus. Quel fumetto aveva una vena poetica, surreale e minimale. Non c’era Internet, ma certe dinamiche dei rapporti di lavoro sono universali e sempre valide”. Il Bristow del 2002 nelle strip di Grassilli potrebbe essere Alessio. Pioniere del web, un po’ disilluso, stanco di navigare tra banner e business. Ma ancora pieno di speranze in un futuro fatto di comunità virtuali che usano la Rete per scambiarsi idee e ideali. Però “Net to Be” è un fumetto corale: negli uffici della Immanet troviamo Verbena, la manager sexy e rampante, Travoni, l’impiegato che rifiuta ogni mansione perché non è di sua competenza, Sandro il ragazzo prodigio, il Capo con la maiuscola e via così. Una tribù di personaggi tra i quali ciascuno può riconoscere se stesso o un collega. Per questo la strip è un “cult” della Rete, con 8-10mila contatti giornalieri: la cliccano e se la mandano via mail i dipendenti dei portali, i “topi da tastiera” del post-terziario, i lavoratori di questo mondo “sconnesso e interconnesso”. Per ridere, magari un po’ amaro, sulla grande bolla di Internet che si è sgonfiata. Sui sopravvissuti e sui caduti rimasti sul terreno dopo la grande sbornia della Borsa, quando ogni azienda targata “punto com” sembrava oro.
Nel volumetto pubblicato da Hops Libri Grassilli sa ridere anche di questo, con grottesca poesia: disegna ex manager licenziati che danno l’assalto alla Immanet e vengono respinti a racchettate, o bivaccano sulle panchine del parco ricordando i bei tempi. Tutti ritratti con ironia, senza pietà ma insieme con affetto.
“Quelli dell’ambiente – dice l’autore – sanno che le mie caricature non sono affatto esagerate. E vivendoci dentro, in quell’ambiente, ho raccolto materiale per anni di strisce. La realtà, in questo caso, supera il fumetto più fantasioso. A noi giovani smanettoni di Clarence sembrava un po’ folle fin dall’inizio, il mondo della new economy, con i mega-investimenti fatti sperando in guadagni facili e le banche che ti volevano comprare senza nemmeno sapere cosa facevi. Ora la sbornia è passata. Ma era il modello economico della speculazione ad essere sbagliato, non Internet. Che resta un potente strumento di comunicazione, capace come nessuno di aggregare gli interessi e gli ideali delle persone”. E’ stata una bella favola, la new economy, e qualcuno ci ha creduto un po’ troppo. Internet, invece, è una realtà. Magari da prendere con un briciolo d’ironia in più.
UNA FAVOLA SULLA NEW ECONOMY
Esce “To Be or NET To Be” con le striscie del bolognese Roberto Grassilli
Luca Baldazzi
Li chiamavano pionieri della nuova frontiera, giovani leoni di Internet, re Mida della comunicazione. Formidabili quegli anni, verrebbe da dire. Ma non era mica tanto tempo fa. Era il magico 1999-2000 della new economy e dei suoi personaggi: impiegati, tecnici smanettoni del computer, grafici e web creators, guru dei nuovi media. Su su fino ai manager dai nomi lunghissimi, improbabili e rigorosamente in inglese, come Electronic Customer Relationship Developer e via dicendo. Sono loro, i lavoratori della Rete, i protagonisti di un divertente libro di satira a strisce: “To Be or Net to Be”, appena uscito dalla matita del bolognese Roberto Grassilli e presentato in anteprima a Rimini.
Fumettista e illustratore, ex responsabile della grafica di Cuore (che fu il secondo giornale italiano a creare un’edizione online), Grassilli è con Gianluca Neri uno dei fondatori del portale Clarence.com, dove ha trasferito il suo bagaglio di umorismo e “resistenza umana”. E proprio su Clarence è nata “Net to Be”, la strip quotidiana ora raccolta in questo libro, che nelle classiche tre vignette mette alla berlina tic e ordinarie follie di chi lavora negli uffici delle web companies. Un universo di trenta-quarantenni ipertecnologici, eppure così umani. Tutti palmare e webcam digitale, ma pronti a innamorarsi della stagista bionda o a sparlare del vicino di scrivania. Come in ogni buona vecchia azienda old economy che si rispetti.
A leggere le strisce di “Net to Be”, ambientate negli uffici dell’immaginaria società Immanet, viene subito in mente Dilbert, il popolare fumetto dell’americano Scott Adams: lavori kafkiani, impiegati frustrati, manager cervellotici in perenne riunione per non decidere alcunchè. Ma per la sua satira Grassilli ha in mente un altro modello, un precursore: “Mi piace Bristow, l’impiegato coi baffetti delle strisce di Dickens che appariva sulle pagine di Linus. Quel fumetto aveva una vena poetica, surreale e minimale. Non c’era Internet, ma certe dinamiche dei rapporti di lavoro sono universali e sempre valide”. Il Bristow del 2002 nelle strip di Grassilli potrebbe essere Alessio. Pioniere del web, un po’ disilluso, stanco di navigare tra banner e business. Ma ancora pieno di speranze in un futuro fatto di comunità virtuali che usano la Rete per scambiarsi idee e ideali. Però “Net to Be” è un fumetto corale: negli uffici della Immanet troviamo Verbena, la manager sexy e rampante, Travoni, l’impiegato che rifiuta ogni mansione perché non è di sua competenza, Sandro il ragazzo prodigio, il Capo con la maiuscola e via così. Una tribù di personaggi tra i quali ciascuno può riconoscere se stesso o un collega. Per questo la strip è un “cult” della Rete, con 8-10mila contatti giornalieri: la cliccano e se la mandano via mail i dipendenti dei portali, i “topi da tastiera” del post-terziario, i lavoratori di questo mondo “sconnesso e interconnesso”. Per ridere, magari un po’ amaro, sulla grande bolla di Internet che si è sgonfiata. Sui sopravvissuti e sui caduti rimasti sul terreno dopo la grande sbornia della Borsa, quando ogni azienda targata “punto com” sembrava oro.
Nel volumetto pubblicato da Hops Libri Grassilli sa ridere anche di questo, con grottesca poesia: disegna ex manager licenziati che danno l’assalto alla Immanet e vengono respinti a racchettate, o bivaccano sulle panchine del parco ricordando i bei tempi. Tutti ritratti con ironia, senza pietà ma insieme con affetto.
“Quelli dell’ambiente – dice l’autore – sanno che le mie caricature non sono affatto esagerate. E vivendoci dentro, in quell’ambiente, ho raccolto materiale per anni di strisce. La realtà, in questo caso, supera il fumetto più fantasioso. A noi giovani smanettoni di Clarence sembrava un po’ folle fin dall’inizio, il mondo della new economy, con i mega-investimenti fatti sperando in guadagni facili e le banche che ti volevano comprare senza nemmeno sapere cosa facevi. Ora la sbornia è passata. Ma era il modello economico della speculazione ad essere sbagliato, non Internet. Che resta un potente strumento di comunicazione, capace come nessuno di aggregare gli interessi e gli ideali delle persone”. E’ stata una bella favola, la new economy, e qualcuno ci ha creduto un po’ troppo. Internet, invece, è una realtà. Magari da prendere con un briciolo d’ironia in più.
Uscito sull’Unità Emilia Romagna del 24/11/2002
25.11.02
271

ANNUNCIAZIO'!! Net Tour Be:venerdì 29 novembre appuntamento alla Libreria Arion (P.zza Montecitorio 59), ore 18.00 alla seconda presentazione di "To Be or Net To Be", edizioni Hops Libri.
partecipano: Gianluca Neri, co-fondatore di Clarence.com, Fabrizio Battistelli, docente di Sociologia all'Università La Sapienza di Roma, Segretario generale di Archiviodisarmo.it, Luca Raffaelli, direttore artistico di Castelli Animati. Sarà presente l'autore (eccimancherebbe ;-).
RECENSIONET TO BE: parlano di noi sull'Unita' del 24/11/02. Il lussuoso articolo di Luca Baldazzi e' intitolato
Esce “To Be or NET To Be” con le striscie del bolognese Roberto Grassilli
Luca Baldazzi
Li chiamavano pionieri della nuova frontiera, giovani leoni di Internet, re Mida della comunicazione. Formidabili quegli anni, verrebbe da dire. Ma non era mica tanto tempo fa. Era il magico 1999-2000 della new economy e dei suoi personaggi: impiegati, tecnici smanettoni del computer, grafici e web creators, guru dei nuovi media. Su su fino ai manager dai nomi lunghissimi, improbabili e rigorosamente in inglese, come Electronic Customer Relationship Developer e via dicendo. Sono loro, i lavoratori della Rete, i protagonisti di un divertente libro di satira a strisce: “To Be or Net to Be”, appena uscito dalla matita del bolognese Roberto Grassilli e presentato in anteprima a Rimini.
Fumettista e illustratore, ex responsabile della grafica di Cuore (che fu il secondo giornale italiano a creare un’edizione online), Grassilli è con Gianluca Neri uno dei fondatori del portale Clarence.com, dove ha trasferito il suo bagaglio di umorismo e “resistenza umana”. E proprio su Clarence è nata “Net to Be”, la strip quotidiana ora raccolta in questo libro, che nelle classiche tre vignette mette alla berlina tic e ordinarie follie di chi lavora negli uffici delle web companies. Un universo di trenta-quarantenni ipertecnologici, eppure così umani. Tutti palmare e webcam digitale, ma pronti a innamorarsi della stagista bionda o a sparlare del vicino di scrivania. Come in ogni buona vecchia azienda old economy che si rispetti.
A leggere le strisce di “Net to Be”, ambientate negli uffici dell’immaginaria società Immanet, viene subito in mente Dilbert, il popolare fumetto dell’americano Scott Adams: lavori kafkiani, impiegati frustrati, manager cervellotici in perenne riunione per non decidere alcunchè. Ma per la sua satira Grassilli ha in mente un altro modello, un precursore: “Mi piace Bristow, l’impiegato coi baffetti delle strisce di Dickens che appariva sulle pagine di Linus. Quel fumetto aveva una vena poetica, surreale e minimale. Non c’era Internet, ma certe dinamiche dei rapporti di lavoro sono universali e sempre valide”. Il Bristow del 2002 nelle strip di Grassilli potrebbe essere Alessio. Pioniere del web, un po’ disilluso, stanco di navigare tra banner e business. Ma ancora pieno di speranze in un futuro fatto di comunità virtuali che usano la Rete per scambiarsi idee e ideali. Però “Net to Be” è un fumetto corale: negli uffici della Immanet troviamo Verbena, la manager sexy e rampante, Travoni, l’impiegato che rifiuta ogni mansione perché non è di sua competenza, Sandro il ragazzo prodigio, il Capo con la maiuscola e via così. Una tribù di personaggi tra i quali ciascuno può riconoscere se stesso o un collega. Per questo la strip è un “cult” della Rete, con 8-10mila contatti giornalieri: la cliccano e se la mandano via mail i dipendenti dei portali, i “topi da tastiera” del post-terziario, i lavoratori di questo mondo “sconnesso e interconnesso”. Per ridere, magari un po’ amaro, sulla grande bolla di Internet che si è sgonfiata. Sui sopravvissuti e sui caduti rimasti sul terreno dopo la grande sbornia della Borsa, quando ogni azienda targata “punto com” sembrava oro.
Nel volumetto pubblicato da Hops Libri Grassilli sa ridere anche di questo, con grottesca poesia: disegna ex manager licenziati che danno l’assalto alla Immanet e vengono respinti a racchettate, o bivaccano sulle panchine del parco ricordando i bei tempi. Tutti ritratti con ironia, senza pietà ma insieme con affetto.
“Quelli dell’ambiente – dice l’autore – sanno che le mie caricature non sono affatto esagerate. E vivendoci dentro, in quell’ambiente, ho raccolto materiale per anni di strisce. La realtà, in questo caso, supera il fumetto più fantasioso. A noi giovani smanettoni di Clarence sembrava un po’ folle fin dall’inizio, il mondo della new economy, con i mega-investimenti fatti sperando in guadagni facili e le banche che ti volevano comprare senza nemmeno sapere cosa facevi. Ora la sbornia è passata. Ma era il modello economico della speculazione ad essere sbagliato, non Internet. Che resta un potente strumento di comunicazione, capace come nessuno di aggregare gli interessi e gli ideali delle persone”. E’ stata una bella favola, la new economy, e qualcuno ci ha creduto un po’ troppo. Internet, invece, è una realtà. Magari da prendere con un briciolo d’ironia in più.
UNA FAVOLA SULLA NEW ECONOMY
Esce “To Be or NET To Be” con le striscie del bolognese Roberto Grassilli
Luca Baldazzi
Li chiamavano pionieri della nuova frontiera, giovani leoni di Internet, re Mida della comunicazione. Formidabili quegli anni, verrebbe da dire. Ma non era mica tanto tempo fa. Era il magico 1999-2000 della new economy e dei suoi personaggi: impiegati, tecnici smanettoni del computer, grafici e web creators, guru dei nuovi media. Su su fino ai manager dai nomi lunghissimi, improbabili e rigorosamente in inglese, come Electronic Customer Relationship Developer e via dicendo. Sono loro, i lavoratori della Rete, i protagonisti di un divertente libro di satira a strisce: “To Be or Net to Be”, appena uscito dalla matita del bolognese Roberto Grassilli e presentato in anteprima a Rimini.
Fumettista e illustratore, ex responsabile della grafica di Cuore (che fu il secondo giornale italiano a creare un’edizione online), Grassilli è con Gianluca Neri uno dei fondatori del portale Clarence.com, dove ha trasferito il suo bagaglio di umorismo e “resistenza umana”. E proprio su Clarence è nata “Net to Be”, la strip quotidiana ora raccolta in questo libro, che nelle classiche tre vignette mette alla berlina tic e ordinarie follie di chi lavora negli uffici delle web companies. Un universo di trenta-quarantenni ipertecnologici, eppure così umani. Tutti palmare e webcam digitale, ma pronti a innamorarsi della stagista bionda o a sparlare del vicino di scrivania. Come in ogni buona vecchia azienda old economy che si rispetti.
A leggere le strisce di “Net to Be”, ambientate negli uffici dell’immaginaria società Immanet, viene subito in mente Dilbert, il popolare fumetto dell’americano Scott Adams: lavori kafkiani, impiegati frustrati, manager cervellotici in perenne riunione per non decidere alcunchè. Ma per la sua satira Grassilli ha in mente un altro modello, un precursore: “Mi piace Bristow, l’impiegato coi baffetti delle strisce di Dickens che appariva sulle pagine di Linus. Quel fumetto aveva una vena poetica, surreale e minimale. Non c’era Internet, ma certe dinamiche dei rapporti di lavoro sono universali e sempre valide”. Il Bristow del 2002 nelle strip di Grassilli potrebbe essere Alessio. Pioniere del web, un po’ disilluso, stanco di navigare tra banner e business. Ma ancora pieno di speranze in un futuro fatto di comunità virtuali che usano la Rete per scambiarsi idee e ideali. Però “Net to Be” è un fumetto corale: negli uffici della Immanet troviamo Verbena, la manager sexy e rampante, Travoni, l’impiegato che rifiuta ogni mansione perché non è di sua competenza, Sandro il ragazzo prodigio, il Capo con la maiuscola e via così. Una tribù di personaggi tra i quali ciascuno può riconoscere se stesso o un collega. Per questo la strip è un “cult” della Rete, con 8-10mila contatti giornalieri: la cliccano e se la mandano via mail i dipendenti dei portali, i “topi da tastiera” del post-terziario, i lavoratori di questo mondo “sconnesso e interconnesso”. Per ridere, magari un po’ amaro, sulla grande bolla di Internet che si è sgonfiata. Sui sopravvissuti e sui caduti rimasti sul terreno dopo la grande sbornia della Borsa, quando ogni azienda targata “punto com” sembrava oro.
Nel volumetto pubblicato da Hops Libri Grassilli sa ridere anche di questo, con grottesca poesia: disegna ex manager licenziati che danno l’assalto alla Immanet e vengono respinti a racchettate, o bivaccano sulle panchine del parco ricordando i bei tempi. Tutti ritratti con ironia, senza pietà ma insieme con affetto.
“Quelli dell’ambiente – dice l’autore – sanno che le mie caricature non sono affatto esagerate. E vivendoci dentro, in quell’ambiente, ho raccolto materiale per anni di strisce. La realtà, in questo caso, supera il fumetto più fantasioso. A noi giovani smanettoni di Clarence sembrava un po’ folle fin dall’inizio, il mondo della new economy, con i mega-investimenti fatti sperando in guadagni facili e le banche che ti volevano comprare senza nemmeno sapere cosa facevi. Ora la sbornia è passata. Ma era il modello economico della speculazione ad essere sbagliato, non Internet. Che resta un potente strumento di comunicazione, capace come nessuno di aggregare gli interessi e gli ideali delle persone”. E’ stata una bella favola, la new economy, e qualcuno ci ha creduto un po’ troppo. Internet, invece, è una realtà. Magari da prendere con un briciolo d’ironia in più.
Uscito sull’Unità Emilia Romagna del 24/11/2002
22.11.02
270

Net Tour Be: primo incontro con i Nettubini Romagnoli! Oggi venerdì 22 novembre, a Rimini, abbiamo fatto la prima presentazione del "Net To Be Book", alla Libreria Interno 4 di C.so d'Augusto. Eravamo una ventina di amici ed è stato piacevole. Io perlomeno mi sono divertito...:-). Antonio (Tombolini), ci ha regalato alcuni esilaranti aneddoti sulla sua Avventura Esperia, dichiarando in apertura che questo libro è tristissimo e fa piangere tutti quelli che hanno avuto a che fare con la New-Economy. Andrea Romeo si e' prodotto in alcune profonde riflessioni sul cosmo di Net To Be (davvero nelle mie strip c'è tutta quella roba?), mentre l'Editore Ghezzi, gran Visir della Hops, ha spiegato il senso della Net To Be Mission (quindi ce n'è uno, evviva!). Assente giustificatissima:Lia Celi. Se non fosse rimasta lei con le nostre due bimbe diavolette come ci venivo alla presentazione? Grazie allora a tutti i presenti e agli amici della Libreria Interno 4. Alla prosceén. R:ob Grassilli |
21.11.02
269

Net Tour Be: per i lettori di lingua romagnola Domani venerdì 22 novembre siamo a Rimini a presentare il "Net To Be Book" alla Libreria Interno 4 (C.so D'Augusto 76) - ore 18.00 partecipano: Lia Celi, scrittrice di satira, giornalista, ex redattrice di "Cuore" Antonio Tombolini, fondatore-architetto di Esperia.it e Antoniotombolini.com Andrea Romeo, critico cinematografico, fondatore della rivista Voci Off e del Future Film Festival di Bologna. Sarà presente l'autore. Se siete in zona ci vediamo lì! La Stagista Bionda |
20.11.02
268

19.11.02
267

18.11.02
266

15.11.02
265

13.11.02
264

12.11.02
263

11.11.02
262

08.11.02
261

07.11.02
260

![]()
06.11.02
259

05.11.02
258

04.11.02
257
