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ANNUNCIAZIO’!! Net Tour Be:venerdì 29 novembre appuntamento alla Libreria Arion (P.zza Montecitorio 59), ore 18.00 alla seconda presentazione di “To Be or Net To Be”, edizioni Hops Libri.
partecipano: Gianluca Neri, co-fondatore di Clarence.com, Fabrizio Battistelli, docente di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, Segretario generale di Archiviodisarmo.it, Luca Raffaelli, direttore artistico di Castelli Animati. Sarà presente l’autore (eccimancherebbe ;-).

RECENSIONET TO BE: parlano di noi sull’Unita’ del 24/11/02. Il lussuoso articolo di Luca Baldazzi e’ intitolato

UNA FAVOLA SULLA NEW ECONOMY

Esce “To Be or NET To Be” con le striscie del bolognese Roberto Grassilli

Luca Baldazzi

Li chiamavano pionieri della nuova frontiera, giovani leoni di Internet, re Mida della comunicazione. Formidabili quegli anni, verrebbe da dire. Ma non era mica tanto tempo fa. Era il magico 1999-2000 della new economy e dei suoi personaggi: impiegati, tecnici smanettoni del computer, grafici e web creators, guru dei nuovi media. Su su fino ai manager dai nomi lunghissimi, improbabili e rigorosamente in inglese, come Electronic Customer Relationship Developer e via dicendo. Sono loro, i lavoratori della Rete, i protagonisti di un divertente libro di satira a strisce: “To Be or Net to Be”, appena uscito dalla matita del bolognese Roberto Grassilli e presentato in anteprima a Rimini.

Fumettista e illustratore, ex responsabile della grafica di Cuore (che fu il secondo giornale italiano a creare un’edizione online), Grassilli è con Gianluca Neri uno dei fondatori del portale Clarence.com, dove ha trasferito il suo bagaglio di umorismo e “resistenza umana”. E proprio su Clarence è nata “Net to Be”, la strip quotidiana ora raccolta in questo libro, che nelle classiche tre vignette mette alla berlina tic e ordinarie follie di chi lavora negli uffici delle web companies. Un universo di trenta-quarantenni ipertecnologici, eppure così umani. Tutti palmare e webcam digitale, ma pronti a innamorarsi della stagista bionda o a sparlare del vicino di scrivania. Come in ogni buona vecchia azienda old economy che si rispetti.
A leggere le strisce di “Net to Be”, ambientate negli uffici dell’immaginaria società Immanet, viene subito in mente Dilbert, il popolare fumetto dell’americano Scott Adams: lavori kafkiani, impiegati frustrati, manager cervellotici in perenne riunione per non decidere alcunchè. Ma per la sua satira Grassilli ha in mente un altro modello, un precursore: “Mi piace Bristow, l’impiegato coi baffetti delle strisce di Dickens che appariva sulle pagine di Linus. Quel fumetto aveva una vena poetica, surreale e minimale. Non c’era Internet, ma certe dinamiche dei rapporti di lavoro sono universali e sempre valide”.
Il Bristow del 2002 nelle strip di Grassilli potrebbe essere Alessio. Pioniere del web, un po’ disilluso, stanco di navigare tra banner e business. Ma ancora pieno di speranze in un futuro fatto di comunità virtuali che usano la Rete per scambiarsi idee e ideali. Però “Net to Be” è un fumetto corale: negli uffici della Immanet troviamo Verbena, la manager sexy e rampante, Travoni, l’impiegato che rifiuta ogni mansione perché non è di sua competenza, Sandro il ragazzo prodigio, il Capo con la maiuscola e via così. Una tribù di personaggi tra i quali ciascuno può riconoscere se stesso o un collega. Per questo la strip è un “cult” della Rete, con 8-10mila contatti giornalieri: la cliccano e se la mandano via mail i dipendenti dei portali, i “topi da tastiera” del post-terziario, i lavoratori di questo mondo “sconnesso e interconnesso”. Per ridere, magari un po’ amaro, sulla grande bolla di Internet che si è sgonfiata. Sui sopravvissuti e sui caduti rimasti sul terreno dopo la grande sbornia della Borsa, quando ogni azienda targata “punto com” sembrava oro.
Nel volumetto pubblicato da Hops Libri Grassilli sa ridere anche di questo, con grottesca poesia: disegna ex manager licenziati che danno l’assalto alla Immanet e vengono respinti a racchettate, o bivaccano sulle panchine del parco ricordando i bei tempi. Tutti ritratti con ironia, senza pietà ma insieme con affetto.

“Quelli dell’ambiente – dice l’autore – sanno che le mie caricature non sono affatto esagerate. E vivendoci dentro, in quell’ambiente, ho raccolto materiale per anni di strisce. La realtà, in questo caso, supera il fumetto più fantasioso. A noi giovani smanettoni di Clarence sembrava un po’ folle fin dall’inizio, il mondo della new economy, con i mega-investimenti fatti sperando in guadagni facili e le banche che ti volevano comprare senza nemmeno sapere cosa facevi. Ora la sbornia è passata. Ma era il modello economico della speculazione ad essere sbagliato, non Internet. Che resta un potente strumento di comunicazione, capace come nessuno di aggregare gli interessi e gli ideali delle persone”. E’ stata una bella favola, la new economy, e qualcuno ci ha creduto un po’ troppo. Internet, invece, è una realtà. Magari da prendere con un briciolo d’ironia in più.

Uscito sull’Unità Emilia Romagna del 24/11/2002