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Se non conoscete i tizi che si aggirano per parchi pubblici della strip qui sopra, vi consiglio di andarvi a rivedere queste striscie: le numero 19,43,67,94 e 116.


RECENSIONET!
Musicacover_4_03.jpg Musica!, inserto del quotidiano La Repubblica, dedica una sapida colonnetta recensiva a To Be or Net To Be nel numero 367 uscito il 10/4/03. La segnalazione, firmata da Pino Nicolosi, è a nostro interessato parere una delle più centrate sull’obbiettivo. Leggetevi il pezzo, se gradite, qui, cliccando sulla cover qui a destra o su “continua“.

Fumetto nr.45 (marzo 2003), contiene una sapiente disamina della nostra strip ad oper del signor G. Brunori. Essere così presi sul serio ci emoziona e ci sollucchera, e ovviamente ci dichiariamo onorati di essere stati recensiti come “fumetto” vero e proprio, oltre che come appuntamento satirico-umoristico. Leggete qui, se vi va la recensione intitolata “Creature della Rete”. Grazie! (prometto di migliorar eil lettering)


ALTRE PROPAGGINI:
Clarence City
LMT Foundation
Grassilli Warehouse


FUMETTO NR.45 – Marzo 2003

CREATURE DELLA RETE

Nuovi ambienti uguali nuovi stimoli, uguale nuovi campi espressivi anche per gli umoristi. Sicché, da quando la Rete è diventata una sempre più incombente croce e delizia per tutti noi, e di conseguenza nuove figure evidenziano i tic di cui essa li ha eventualmente contagiati, ci sono nuovi possibli bersagli per il caricaturista che ne sappia recepire i parametri. Roberto Grassilli, classe 1961, nella Rete ci sguazza a tempo pieno, essendo tra l’altro (con Gianluca Neri), il creatore del portale Clarence.com, dentro il quale vive la striscia quotidiana “To be or Net to be”, ora raccolta anche in un tomo cartaceo. Protagonista della striscia sono gli innumerevoli dipendenti della Immanet (assai sfizioso gioco di parole, geniale calembour per ciò che vuole alludere), una specie di universo in quanto si tratta di una colossale azienda che vive di & su la New Economy, ma che soprattutto è la immagine speculare del nostro stesso universo quotidiano. In questo universo nevrotico ipertecnologico si consumano infatti tutte le utopie e le illusioni del nostro, e le frustrazioni conseguenti non sono pertanto troppo diverse. L’operazione è in certo senso simmetrica a quella effettuata da umoristi che hanno concepito una striscia preistorica- ad esempio B.C., – per dipingere in metafora tutte le storture della nostra epoca. Grassilli opera invece sul post-storico, delineando un ambiente futuribile nel quale tuttavia siamo già immersi fino al collo. L’abilità di Grassilli sta nel saper ricavare battute su tutte quelle novità – vocaboli, ruoli, mansioni, tecniche, procedure, condizionamenti e quant’altro – in cui la Rete ci ha turbolentemente sbattuti di brutto, molto spesso con una nostra partecipazione assai di malavoglia. La sua galleria di character è molto nutrita e senza dubbio azzeccata, il disegno è gradevole e ben irrobustito dalla retinatura, che si immagina eseguita al computer! Da una dfferente scelta stilistica per il lettering (che fosse più regolare, più “bello”), l’estetica generale ne risentirebbe probabilmente in maniera positiva. (g.b.)