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La vicenda scocomerata della “risata misteriosa” è cominciata in questa strip. Non vi servirà per dare un senso alla cosa, ma comunque, se ve la sentite, rileggete da qua.


Del resto, questa striscia ha ormai un proprio corpus tale da dover evidenziare, di tanto in tanto, i collegamenti e i riferimenti a episodi passati; abbastanza passati da risultare ostici a chi frequenta da poco queste pagine web. Ecco dunque qualche precisazione superflua: striscie che hanno a che fare con questa saga della “risata misteriosa“.
Il golpe del distributore d’acqua: sei strip a partire dalla numero 111.
La macchina delle merendine: nr.301, nr.302.
Chi assunse Zibusti?: quattro strip a partire dalla numero 364.


IMMANETTATI
Aspirare a diventare il pop-under dell’ottimo lgblog non è più un sogno proibito. Grazie a Luciano Giustini per l’affettuosa citazione.
Non guardavo lì dentro da un po’ ed è stata una sorpresa piacevole trovare nella pagina di IBS una favorevolissima recensione di Stefano, il quale giudica il libro di Net To Be con i toni che potete leggere qui. Molte grazie anche a lui.


ALTRE PROPAGGINI:

To Be or Net To Be: Alternative Covers
l’archivio su Flickr
Clarence City
The Warehouse
LMT Foundation




I commenti dei lettori

Stefano
Nell’arco di appena un paio d’anni la striscia di Roberto Grassilli ha assunto una completezza espressiva ed una dignità comunicativa che altri comics hanno impiegato lustri a conquistare. Anche in questo quindi si allinea alla sfrenata evoluzione del microcosmo che tanto efficacemente descrive, quello della new economy. Uno dei tanti pregi di questa striscia indovinatissima è che vi ci riconoscerete subito e completamente. Specie se lavorate per una web agency o comunque in una dotcom vi sembrerà che qualcuno abbia spiato la vostra giornata lavorativa ed i vostri colleghi per farvi una caricatura. Grassilli è quasi sempre ispirato e tagliente, i suoi personaggi si fanno amare subito per la loro immediatezza e per la verve spesso surreale delle loro vicende. Anche i tormentoni, ormai già delineati (Soccia Mengoli, ma come fai?), fanno la loro parte strizzando l’occhio ai lettori affezionati. Un Dilbert italiano? Concordo, da vecchio appassionato di Dilbert! Bravo Roberto, non vedo l’ora di leggere la prossima striscia!
Voto: 5 / 5